Arroccata a 314 metri sul livello del mare, Ischitella si affaccia come un antico guardiano sul versante settentrionale del Gargano, sospesa tra il blu dell’Adriatico e le acque tranquille del lago di Varano. La sua origine come castrum difensivo ne rivela da subito l’importanza strategica, lo sguardo spazia libero sino alle Isole Tremiti, regalando panorami di rara bellezza.
Il territorio è una sinfonia d’acqua e di natura. Le numerose sorgenti — la Fontana, l’Acqua delle Anitre, la Grotta del Tasso, le Fontanelle, la Pescara, le 10 cannelle, l’Acqua del Confine, San Francato, Irchio e il Vallone dei Mulini — raccontano una terra viva, dove i ruscelli si intrecciano ai campi e muovevano un tempo le macine di più di cinque mulini. Intorno, colline ricoperte di boschi e uliveti disegnano un paesaggio dolce e autentico.
A incorniciare il borgo, i valloni carsici del Romondato e del Correntino: il primo, noto come il “Canyon del Gargano”, e il secondo, custode della faggeta di Coppa delle Rose, una delle più basse d’Europa. Luoghi dove la natura svela tutta la sua potenza e il suo mistero.
Ischitella è anche terra d’arte e di sapere: qui nacquero il pittore Cesare Turco e il giurista Pietro Giannone, protagonisti del pensiero e della cultura italiana.
Nel cuore antico del borgo, il tempo sembra rallentare. Vicoletti lastricati, palazzi settecenteschi e ottocenteschi, antiche architetture religiose e il maestoso Palazzo Ventrella, sorto sulle rovine del castello medievale, narrano secoli di storia. L’antica cinta muraria, di cui restano solo pochi tratti, testimonia la lunga vita di Ischitella, mentre il palazzo, ristrutturato nel XVIII secolo per volere del principe Francesco Emanuele Pinto, conserva ancora oggi la sua facciata monumentale e la torre del 1714, che svetta con eleganza sulla collina.
Il paese si divide idealmente in due anime: la parte medievale, detta “La Terra”, e quella ottocentesca, chiamata “Ponte”. Fino alla metà dell’Ottocento, le due zone erano separate dalla Porta del Ponte, poi abbattuta, dando origine all’attuale struttura urbana.
Tra le chiese più suggestive spiccano quella di Sant’Eustachio, dalla grazia settecentesca, e la Santissima Annunziata, conosciuta anche come la Chiesa del Crocifisso di Varano, eretta intorno al X secolo sulle rive del lago. Il Convento di San Francesco, decorato da affreschi trecenteschi, è avvolto dal fascino della leggenda del Cipresso di San Francesco, nato — si dice — dal bastone piantato a terra dal Santo stesso. Poco fuori dall’abitato si trova anche l’antica Abbazia di San Pietro in Cuppis, risalente all’XI secolo.
Passeggiando tra le stradine acciottolate del centro storico, Ischitella si racconta anche attraverso i suoi sapori: la farinata di ceci e cicerchie, il cavicio, l’acqua sale con conchiglie, asparagi e uova, le tradizionali orecchiette con le cime di rapa, la zuppa di pesce di pantano, e le immancabili spremute di arance e limoni dell’oasi agrumaria.
L’artigianato locale custodisce invece un patrimonio di gesti antichi: la cruedda (in dialetto cruedd), il tipico cesto intrecciato con paglia di grano, lino, giunco e colorati ritagli di stoffa chiamati pint, era un tempo usato dalle lavandaie o per trasportare il pane. Ogni famiglia personalizzava la propria con segni distintivi, veri e propri “stemmi” popolari che raccontano una tradizione fatta di identità e memoria.
A valle del borgo, il lago di Varano, il più grande del Sud Italia con oltre 60 km² di superficie, continua a essere luogo di vita e lavoro per i pescatori di anguille, simbolo di un legame antico tra uomo e natura.
curiosità
PAC PUGLIA 2007-2013 – SERVIZI DI COMUNICAZIONE E VIDEOMAPPING – STRATEGIA DELL’AREA INTERNA GARGANO – D.G.R. N. 1513 DEL 10/09/2020 – INTERVENTO 4.2 – INTERVENTI DI VALORIZZAZIONE TURISTICA DELLE AREE INTERNE – CUP B91H21000000007 – CIG: B6A8958E80. AGGIUDICAZIONE DEFINITIVA, APPROVAZIONE QUADRO TECNICO ECONOMICO POST GARA E RETTIFICA DELLA DETERMINAZIONE DIRIGENZIALE N. 95 DEL 27/02/2025



